L'inizio
12 luglio 2008
Ecco. Oggi inizia il mio cammino. Sono passati tanti anni dall'ultima volta. Ancora è forte il messaggio che ho lasciato.
Ma è giunto il tempo di rinnovare la mia amicizia con gli uomini. Questa volta sarà più difficile. Quando l'uomo era più giovane era più disposto a credere. Ma era anche più facile fraintendere. La nebbia del tempo ha offuscato alcune cose ma reso anche più misterioso e potente il messaggio nella storia.
Questa volta dovrò essere ancora più simile all'uomo. Niente miracoli. E solo una vaga consapevolezza di essere colui che sono. Un uomo normale che soffre perchè si sente solo e che ha bisogno di essere amato.
A volte penso di essere un pazzo. Anche adesso rileggo queste stronzate ed ho paura che sia solo un delirio.
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varucchio il 12/7/2008 alle 11:32 | |
La canzone della pietra
12 luglio 2008
Il corpo lo puoi toccare. È materiale. Esiste in un luogo preciso. È fisico. Ha un colore. Si deteriora e svanisce nel nulla.
L'anima invece è immortale. Non esiste in un particolare luogo. Non si può toccare. Non ha sostanza.
L'anima vive all'interno del corpo.
Il corpo è il santuario dell'anima.
Questo è quello che ci hanno insegnato le vecchie favole narrate dalla Bibbia e tramandate dalle religioni. Trovo questo dualismo completamente privo di senso.
Come può qualcosa di immateriale essere contenuto in qualcosa di materiale?
Di tutte quelle frasi forse l'ultima è quella che trovo più "sensata". Il corpo non può ospitare l'anima ma potrebbe esserne il santuario. Intendendo in questo caso il fatto che un entità corporeo potrebbe essere correlato ad una entità incorporea. Non contenitore ma collegato.
Ma anche così tutto ciò mi sembra molto poco "credibile".
Mi sembra molto più semplice ammettere che non esiste corpo e non esiste anima. Esiste il corpoanima. La divisione tra materiale ed immateriale è un'illusione.
Del resto prendiamo la cosa più materiale che possiamo pensare : una pietra. Cos'è una pietra in fondo ? È un'aggregato di atomi, che se vai a vedere sono aggregati di neutroni, protoni ed elettroni. Se poi guardi un po' meglio scopri che sono quark ... ed alla fine solo vibrazioni di onde di probabilità che si estendono per tutto l'universo e non puoi neanche affermare che si trovino in un punto preciso perchè sfuggono e ballano e cantano la canzone della pietra.
Vi sembra ancora così "materiale", una pietra?
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varucchio il 12/7/2008 alle 11:13 | |
La canzone della vita
12 luglio 2008
Tempo fa mi capitò di leggere un articolo nel quale si spiegava come
l'attività del cervello umano possa essere cosiderata come una specie
di "onda". Il cervello dunque viene visto come una strumento di
musicale all'interno del quale suona la canzone dell'anima. È una
canzone che inizia con poche note in un qualche momento durante la
crescita dell'embrione e pian pianino cresce e si arrichisce di nuove
tonalità e di melodie. Diventa sempre più complessa ad ogni esperienza
che prova, ad ogni nuova conoscenza, ad ogni contatto.
Quando
questa canzone si spegne, anche se lo strumento che la suonava rimane
intatto, una nuova canzone potrà essere suonata. Questa nuova canzone
potrà somigliare molto a quella precedente perchè lo strumento che la
suona è sempre lo stesso ma si tratterà comunque di una nuova canzone.
Quando una persona entra in coma ad esempio la sua canzone si
affievolisce quasi fino a spegnersi. Se la persona si sveglia dopo poco
tempo la sua canzoe riprende quasi identica. Ma se rimane in coma per
troppo tempo la sua canzone si spegne per sempre. Quando la persona si
risveglia suona una nuova canzone. La persona che emerge dal coma in
questi casi è come un neonato che non sa parlare e non ricorda più
nulla.
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varucchio il 12/7/2008 alle 11:8 | |
La scintilla della vita
25 aprile 2008
Dunque, dicevamo: potrebbero esistere modalità di aggregazione della materia che enfatizzano l'aspetto non deterministico dei processi fisici, la non causalità.
Altre modalità invece portano alla sopressione di questa caratteristica. Ad esempio quando gli atomi di carbonio si uniscono in una struttura regolare formano un cristallo che noi chiamiamo diamante. Quando invece si aggregano nella struttura pseudo caotica dei polimeri danno origine alle cellule degli esseri viventi.
Un singolo quark può essere visto come una scintilla di vita, atomi di anima. Aggregandosi e creando strutture autoreferenti (il DNA codifica se stesso), ricorsive, autoreplicanti questa scintilla di vita si amplifica nelle cellule fino a creare una struttura, quella del cervello umano, all'interno della quale il fenomeno della vita sembra (per quanto finora ci è dato di conoscere) raggiungere il massimo grado di espressione.
Tutto ciò che esiste dunque contiene al suo interno la scintilla della vita. L'universo è vivo. Alla nostra morte la nostra canzone si spegne ma ne inizierà una nuova e le particelle che hanno danzato per noi torneranno nel ciclo della vita a danzare per qualcun'altro.
E' sorprendente notare come partendo da riflessioni sulla fisica si giunga alle stesse conclusioni dell'induismo e delle filosofie orientali.
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varucchio il 25/4/2008 alle 11:19 | |
Dio non gioca a dadi
12 aprile 2008
Con questa frase uno dei più grandi geni della storia dell'umanità, Albert Einstein, mostrava tutto il suo orrore circa l'eventualità introdotta dalla teoria della fisica quantistica (che lui stesso ha contribuito a fondare) che la natura non sia sorretta da un rigido principio deterministico in base al quale ogni evento nell'universo potesse essere predetto alla perfezione a partire dalla conoscenza di uno stato iniziale e delle leggi che ne governano l'evoluzione.
Questo atteggiamento da parte di Einstein mi ha sempre lasciato molto perplesso. Tanto più che io provai un sentimento di rifiuto piuttosto simile quando mi si prospetto per la prima volta l'esatto contrario. La visione completamente deterministica dell'universo che si perseguiva prima della scoperta dell'intrinseca incompatibilità di questo stesso principio con gli elementi più fondamentali che costituiscono l'intero universo mi era sempre parsa una cosa piuttosto sconcertante e depauperante.
La diretta conseguenza di tale principio infatti era, a mio avviso, il fatto che nell'universo non ci sarebbe stato spazio alcuno per il libero arbitrio. L'essere umano viene ridotto ad una semplice macchina. Complicata e meravigliosa, ma nulla di più di una macchina. Un organismo alquanto complesso che alla fine può essere ridotto ad un meccanismo pertanto incapace di effettuare delle scelte.
E non importa se nessuno nella pratica potrà mai di fatto "calcolare" quale sarà il prossimo atto di un essere umano, perchè mai si riuscirà a calcolare l'evoluzione di un organismo così complesso. Rimane il fatto che quell'organismo non può che comportarsi che in quel modo se si ammette una visione completamente deterministica.
Come si potrebbe in quel caso condannare un omicida o un ladro per quello che fa? Avrebbe forse una scelta? No. Non avrebbe senso dunque parlare di moralità, di religione, di anima, di scelta.
Quando dunque scoprii per la prima volta i principi della meccanica quantistica provai un sentimento che era l'esatto contrario di quello provato da Einstein. Un sentimento di speranza. La meccanica quantistica, introducendo un elemento imprevedibile e intrinsecamente non deterministico, permette di conciliare la visione dell'universo della scienza con quella di un universo "libero". Nel quale cioè ci sia spazio per una "scelta". Un elemento dell'universo che non si comporta secondo principi razionali.
L'indeterminismo quantistico è la porta tra il nostro universo e la possibilità di Dio.
Mi immagino ogni elemento fondamentale della materia come se fosse composto da una parte razionale ed una irrazionale. Piccole scintille di vita.
Questi elementi possono aggregarsi in due modalità: una modalità porta a enfatizzare le caratteristiche "razionali" creando un aggregato che si comporta perloppiù come un oggetto determistico (ad esempio i cristalli, gli oggetti inanimati); un'altra modalità porta invece ad infatizzare la parte "irrazionale", ad amplificare l'effetto indeterministico. Questo secondi aggregati sono molto più complessi e formano strutture auto replicanti e ricorsive. In poche parole sono gli organismi viventi.
È fantastico come in realtà la meccanica quantistica permetta di conciliare così bene la scienza con la religione.
Proprio tutto il contrario, sig. Einstein: DIO GIOCA A DADI!
Dio
Religione
Dadi
Einstein
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varucchio il 12/4/2008 alle 0:36 | |